Il trionfo di Daniel  Di Pierro nel Golfo di Toroneos

Il nostro territorio ha un “maratoneta del mare” di cui andare fiero: il biscegliese Daniel Douglas Di Pierro. Di recente, l’atleta ha compiuto una vera e propria impresa di ultra-endurance sfidando le acque del mar Egeo, in Grecia. La sua traversata nel golfo di Toroneos lo ha visto nuotare ininterrottamente per oltre 26 chilometri, chiudendo con un tempo straordinario di 8 ore e 18 minuti. Dietro a un risultato del genere non ci sono solo muscoli e fiato, ma una pianificazione rigorosa che coinvolge alimentazione, idratazione e una forza mentale fuori dal comune. Abbiamo incontrato Daniel per farci raccontare le emozioni di questa “odissea” e i segreti della sua preparazione.

Daniel, bentornato e complimenti. Ci racconti com’è andata questa tua ultima impresa in Grecia? «L’ho portata a termine con successo e tanta gioia, frutto di sacrifici e lavoro sia fisico che di testa. Una traversata molto dura, soprattutto nella parte iniziale e finale, a causa del mare mosso che ha influito sulla nuotata. È stata un’odissea. Però l’arrivo è stato indimenticabile: siamo stati accolti con musica epica/greca con tanto di cerimonia e alloro. Sembrava di essere i protagonisti di un poema epico dell’Antica Grecia».

Nuotare per tutto quel tempo richiede uno sforzo immane. Quante calorie si spendono?

«Non meno di 5mila calorie per una nuotata dalle 8 ore in su».

E allora cosa si fa per avere energie per 6-8 ore di nuoto continuo?

«Per un evento di ultraendurance di questa tipologia è fondamentale nutrirsi bene sia i giorni precedenti all’evento che durante. Inoltre in questo caso particolare c’era un fattore aggiuntivo da tenere in considerazione: la relativamente elevata temperatura sia esterna che dell’acqua. Un’elevata temperatura comporta maggiore perdita di liquidi (sudorazione, sì perché anche in acqua si “suda”) e di conseguenza un maggior bisogno di integrarsi al meglio. Ogni atleta ha un feeding plan (utilizzando un termine anglofono) personale, organizzato sulle proprie esigenze personali e feedback del proprio organismo; senza una corretta pianificazione sarebbe impossibile avere energie ed essere idratati durante un evento del genere».

Entrando nel dettaglio, che alimenti assumi i giorni precedenti e il giorno della gara?

«Nei giorni immediatamente precedenti è importante un grande carico di carboidrati e in questo caso ho pure assunto fiale di carnitina, un integratore che favorisce l’utilizzo degli acidi grassi, che sono il carburante principale in un’attività di ultra endurance. Durante la nuotata, invece, il mio feeding plan consisteva in una micrososta ogni 30 minuti, del tempo massimo di 10 secondi, dove alternavo una bevanda ipotonica per idratarmi e un gel per un carico di carboidrati a rapido rilascio. La mattina della traversata, invece, ho assunto carboidrati a lento rilascio più una barretta proteica».

Dietro a questa organizzazione certosina ti autogestisci o vieni seguito da un team? «Vengo seguito dal Dr. Francesco D’Amore, nutrizionista dello Sport. Ovviamente, colgo sempre l’occasione per ringraziare chi mi aiuta a raggiungere questi risultati: il mio allenatore Lorenc Feleqi, i preparatori fisici Vincenzo Junior Colaluce e Mariana Mastandrea, e la società sportiva Sport Project che mi ha consentito di utilizzare gli impianti per gli allenamenti».

Dopo uno sforzo fisico e mentale così intenso, il recupero è semplice? Quali sono i tuoi prossimi passi?

«È importante rispettare il corpo, soprattutto dopo aver caricato molto. Io mi prendo sempre un mese totale di stop, abbastanza per il proprio recupero fisico ma soprattutto mentale. Ma sarò pronto per il Gran Prix Water Open di Trani il 23 agosto. Mi aspetta una nuotata di 2,5 Km nella Baia del Professore nell’ambito del 3° Memorial di Natalonga prof Mauro Cignarelli».

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