I PERCHÉ DI UN NUOVO CAMMINO RELIGIOSO

Il progetto del Cammino di San Nicola il Pellegrino

Il territorio italiano, e quello pugliese in particolare, è già ricco di cammini storici e spirituali. Perché, dunque, dar vita al progetto del Cammino di San Nicola il Pellegrino?

Il tracciato: un ponte tra Grecia e Puglia
Si tratta di un itinerario transnazionale che unisce due sponde del Mediterraneo. Il segmento greco si snoda da Stiri (città natale del Santo) fino a Lepanto, storico porto d’imbarco verso le coste pugliesi. Il tratto italiano, invece, parte da Otranto (luogo del suo sbarco nel 1092) e giunge fino a Trani, la città in cui avvenne il transito della Sua anima al cielo il 2 giugno 1094.

È un percorso imponente: circa 460 km di tragitto che attraversano 50 località, strutturato in 24 tappe e 12 pernottamenti. Tra i punti di passaggio principali figurano: Otranto, Racale, Nardò, Sogliano, Vernole, Lecce, Vanze, Veglie, Taranto, Massafra, Jesce (Altamura), Bari (Basilica di San Nicola) per culminare a Trani.

Le tre ragioni alla base del progetto
La volontà di fondare questo nuovo cammino risponde a tre motivazioni profonde:

  1. L’identità accogliente di una comunità. Nicola fu acclamato santo da una città che, nel momento in cui lo accolse, si scoprì un approdo sicuro, aperto e inclusivo. Sono gli stessi valori che da allora caratterizzano Trani e che, attraverso questo cammino, intendiamo riaffermare con forza.

2. Un simbolo di dialogo ecumenico. Riconosciuto Santo anche dalla Chiesa Ortodossa d’Italia nel 2024, Nicola il Pellegrino è una figura ponte che unisce la Chiesa Cattolica e quella d’Oriente, rafforzando in modo concreto il dialogo ecumenico.

3. Il mistero della “follia per Cristo” e le nuove riletture. San Nicola è un santo che non smette mai di meravigliare e far discutere. A trent’anni dalla pubblicazione del libro di Padre Gerardo Cioffari — che incluse Nicola tra i “folli per Cristo”, turbando non poco le coscienze all’interno della Chiesa — ci si interroga ancora sul perché di quel suo incessante ripetere Kyrie Eleison. Un comportamento che, pur apparendo all’epoca quasi ossessivo-compulsivo e attirando su di lui violenti tentativi di “rieducazione”, nascondeva una profondità inafferrabile. Non a caso, in una sua omelia, Mons. Seccia ha definito il Santo un vero e proprio “mistero per la Chiesa”.

Oggi, nuove teorie cercano di disvelare questo mistero. L’ipotesi di una presunta neurodiversità del Santo è una prospettiva affascinante e molto vicina alla sensibilità contemporanea. Tuttavia, come suggerisce lo stesso Padre Cioffari, si tratta di un tema da maneggiare con cura: “La prospettiva è interessante, ma dubito che ne sia facile la divulgazione senza ingenerare perplessità o contrarietà. Del resto, questo ripensamento non tocca solo Nicola il Pellegrino, ma tutti i santi folli per Cristo”.

Proprio per affrontare questi temi con il rigore che meritano, il Comitato del Cammino si farà promotore, in futuro, di un vero e proprio approfondimento scientifico e teologico.

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