Giovani squali nella Baia: Samuel contro Stefano, la sfida all’ultima bracciata che infiamma Trani

Agli Assoluti sui 2500m del Gran Prix Open Water FIN c’è in palio il titolo e il Premio Mazzilli. Tra i due talenti pugliesi è già scattato il conto alla rovescia per la gara dell’anno.

L’acqua della Baia del Professore a Trani sta già iniziando a ribollire, e non per il caldo estivo. Quest’anno, la gara degli Assoluti sui 2500m in acque libere ha tutti gli ingredienti per trasformarsi in un thriller sportivo da cardiopalma. Il bottino in palio? Il prestigioso titolo e il Premio Mazzilli (un bell’assegno da 500 euro che fa gola a chiunque). I protagonisti? Due ragazzi formidabili, due talenti puri che si preparano a incrociare le bracciate in una rivalità sportiva che promette scintille: Stefano Di Rienzo e Samuel Bove.

Uno il fulmine, l’altro il siluro. Per capire l’attesa, bisogna riavvolgere il nastro allo scorso anno, al 2° Memorial Natalonga di Trani. In quell’occasione, il barese Stefano si prese la scena dominando e arrivando primo con un crono di 30′ e 29″. Samuel, che all’epoca aveva appena 15 anni (contro i 18 del rivale), si difese come un leone, chiudendo a un clamoroso 4° posto dietro a mostri sacri come la campionessa mondiale master Venere Altamura e l’ultramaratoneta Daniel Douglas Di Pierro. Oggi Samuel è cresciuto, ha fame di rivincita e ha messo Trani nel mirino.

Il campione solare e l’algoritmo del vento: Stefano, il fulmine
 Stefano Di Rienzo, 19 anni, è l’emblema del ragazzo solare. Tesserato per la Sport Project di Bari e allenato da Daniele Borace, in acqua è un tattico nato. Non chiedetegli di scegliere tra lo studio e lo sport: si è appena diplomato all’ITES Marco Polo con un brillante 91/100 ed è già matricola a Informatica. Mollare un colpo non è nel suo codice sorgente. “Le acque libere mi appassionano per il senso di libertà,” dichiara, “ma anche perché ogni bracciata è una sfida: bisogna spingere anche quando il vento non è a favore”. Che sia un mare in tempesta o un esame universitario, Stefano sa come navigare.

Il siluro poliglotta in cerca di riscatto: Samuel
Dall’altra parte del “ring” c’è Samuel Bove. Nato a Trani ma cresciuto a Zaventem (Belgio), Samuel ha ancora 16 anni ed è un ragazzo che vive di contrasti: timido e taciturno sulla terraferma, si trasforma in un predatore implacabile appena tocca l’acqua. Parla quattro lingue, eccelle al liceo sportivo, e nel 2025 ha dominato i campionati in Belgio mettendosi al collo tre ori. Quest’anno ha dovuto lottare contro un avversario invisibile: il burnout. “Ho perso la voglia di nuotare per due mesi,” confessa Samuel. “Ma poi, grazie a uno stage in Bulgaria e al pensiero di gareggiare di nuovo alla Natalonga nella mia città, ho ritrovato il fuoco”. Inserito in una categoria superiore alla sua età (17/19 anni), le medaglie recenti sono state meno, ma la fame è raddoppiata. Dal 3 agosto si allena ogni singolo giorno a Trani nella Baia del Professore, macinando chilometri sui 2,5 km della gara. Il suo sogno? L’Olimpiade con i colori azzurri e un futuro da medico sportivo.

Il segreto del successo? Le super-mamme
Ma cos’hanno in comune il futuro informatico barese e il futuro medico tranese-belga, oltre alla grinta da vendere? Un’arma segreta a bordo vasca: le loro mamme. Maria Teresa (per Stefano) e Nevia (per Samuel) sono due donne tostissime, le loro prime tifose, pronte a supportarli (e sopportarli) tra levatacce, allenamenti estenuanti e trasferte infinite. Se i ragazzi hanno i polmoni d’acciaio, le mamme hanno nervi di titanio.

Il 23 agosto il mare di Trani emetterà il suo verdetto.

Quando il giudice di gara darà il via e i corpi si tufferanno rompendo la superficie dell’acqua, i curriculum, le pagelle scolastiche e i passaporti resteranno a riva. Sarà solo questione di fiato, muscoli e cuore. Chi la spunterà? La logica infallibile dell’informatico Stefano o la determinazione bruciante del futuro medico Samuel? Non lo sappiamo ancora. Ma una cosa è certa: 500 euro di premio possono comprare un bel po’ di libri per studiare, ma la gloria di domare la Baia del Professore e guardare tutti dall’alto del podio… beh, quella non ha prezzo. E noi, quest’anno, non ci perderemo neanche una bracciata.

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