Associazioni della BAT e biologi marini si uniscono per proteggere il posidonieto costiero e salvare le tartarughe marine. Al via la costituzione di un coordinamento provinciale nella BAT.
TRANI, 22 GIUGNO 2026 – Proteggere il “polmone verde” del nostro mare e bloccare il declino della fauna marina costiera. È questo l’obiettivo emerso dal convegno scientifico svoltosi lo scorso 19 giugno a Trani presso la sede dello Sporting Club, che ha tracciato la rotta per l’istituzione di una nuova Area Marina Protetta (AMP) nel tratto di costa compreso tra Margherita di Savoia e Bisceglie.
L’evento ha evidenziato l’assoluta necessità di tutelare le praterie di Posidonia oceanica e Cymodocea, habitat cruciali oggi fortemente minacciati dall’impatto antropico.
Il polmone sommerso: lo stato del Posidonieto
Il prof. Francesco Mastrototaro, docente di Biologia Marina presso l’Università di Bari, ha illustrato il ruolo vitale della Posidonia: una vera e propria pianta marina che si estende da Barletta a San Vito tra i 6 e i 10 metri di profondità.
“La Posidonia produce enormi quantità di ossigeno ed è una nursery naturale per i pesci”, ha spiegato il docente. “Dove c’è Posidonia il mare è in salute, e dove è scomparsa possiamo reimpiantarla. Tuttavia, gli ultimi dati ufficiali risalgono ai primi anni 2000: servono subito indagini dettagliate per mapparne lo stato attuale”.
La creazione dell’AMP tra Barletta e Bisceglie non è un’utopia, ma un corridoio ecologico indispensabile per unire due riserve storiche già esistenti: le Isole Tremiti e Torre Guaceto. Un presidio necessario per fermare i danni provocati da pesca a strascico illegale, ancoraggi selvaggi e dallo scivolamento delle catene sui fondali.
Emergenza tartarughe: l’allarme dei biologi
A confermare l’urgenza dell’intervento è stato Pasquale Salvemini, biologo marino e responsabile del Centro Recupero Tartarughe Marine a Molfetta. Nei mesi autunnali e invernali, la pesca a strascico praticata sottocosta entro i 40 metri intercetta i siti di stazionamento delle tartarughe Caretta caretta, provocandone la morte per annegamento o embolia da risalita rapida.
Le marinerie di Trani e Bisceglie registrano i dati di cattura accidentale più alti del territorio, con picchi che vanno dai 5 agli 8 animali vivi recuperati al giorno nei periodi freddi. Salvemini ha quindi invocato una rapida revisione delle regolamentazioni di pesca e la contestuale apertura di una sede operativa di biologia marina nella città di Trani.
La svolta politica: nasce il coordinamento delle associazioni
Dall’ampio dibattito finale è scaturita un’azione concreta e immediata: la nascita di un coordinamento provinciale delle associazioni della Bat (Barletta-Andria-Trani).
Questa nuova rete territoriale avrà il compito di pianificare la strategia del progetto, fare pressione sulle amministrazioni comunali della costa per l’apertura immediata di tavoli di coprogettazione e assistere gli enti locali nell’intercettazione dei fondi legati ai bandi regionali, nazionali ed europei.
