Le associazioni unite nel Circolo Cignarelli presentano un’analisi critica al Piano delle Coste del Comune di Trani (ufficializzato il 19 settembre scorso in Biblioteca) e lanciano un contro-progetto: dal nuovo porto turistico a Nord all’Area Marina Protetta.
PROPOSTE PER IL LITORALE DI TRANI – Non una semplice lottizzazione del litorale, ma una visione d’insieme che trasformi il mare in un vero motore di sviluppo economico, turistico e ambientale. È questo il cuore del documento “Analisi critica del Piano delle Coste”, elaborato e sottoscritto da una vasta coalizione di realtà cittadine: Associazione prof. Mauro Cignarelli ODV-ETS, ANMI Trani, Associazione Amici del Mare, Associazione Lacarvella, UNESCO Trani, Associazione sportiva Tommaso Assi e con l’adesione del neopresidente della Lega Navale.
Il documento nasce come risposta al Piano presentato dal Comune il 19 settembre 2025, giudicato dalle associazioni troppo “utilitaristico” e frammentario. La critica principale è netta: il piano comunale distingue tra costa “utile” (da sfruttare per nuove concessioni balneari) e “inutile” (abbandonata al degrado), ignorando le gravi criticità ambientali come l’erosione e l’inquinamento degli sbocchi a mare.
Di seguito, i punti cardine della contro-proposta delle associazioni, che punta a rigenerare i 14 km di costa tranese.
1. Il Porto Storico: da “discarica” a fiore all’occhiello
Il porto non può essere solo uno snodo geografico, ma deve diventare un volano turistico sul modello della vicina Bisceglie (Bandiera Blu e Lilla). Le associazioni denunciano l’attuale stato di degrado: fondali usati come discariche, insabbiamento che blocca le grandi imbarcazioni e scarichi fognari (via Zanardelli/Piazza Trieste) che inquinano l’aria e l’acqua. La proposta: Bonifica immediata, dragaggio e risoluzione degli scarichi abusivi per rendere le acque balneabili e saturare i posti barca, generando indotto.
2. Costa di Ponente (Nord-Ovest): La scommessa del nuovo Porto Turistico
Per l’area dei “Ravaneti” (dal Castello Svevo alla fabbrica S. Marco Sud), le associazioni rilanciano un progetto ambizioso: la costruzione di un nuovo porto turistico. Tecnicamente fattibile grazie ai fondali dragabili e alla presenza del molo S. Nicola. Questa infrastruttura servirebbe da attrattore per navi passeggeri e diporto. L’obiettivo strategico: l’effetto del nuovo porto sarebbe notevolmente amplificato da una variante al Piano Regolatore che andasse a prendere di mira tutta l’area deindustrializzata compresa tra la statale 16 per Barletta e il litorale. Quest’area permetterebbe di attirare investitori per la realizzazione di centri direzionali, startup high-tech, aziende di economia green e circolare, strutture ricettive per il turismo, offrendo un futuro occupazionale ai giovani tranesi.
3. Zona “Le Paludi”: Difesa della natura e mobilità lenta
Nel tratto verso Barletta (S. Marco Sud – Ariscianne), l’idea di nuovi lidi balneari si scontra con l’inquinamento del Canale Ciappetta-Camaggio. La soluzione: Un accordo istituzionale tra Trani, Barletta e Andria per la bonifica del canale. Parallelamente, si propone:
- Difesa costiera: Barriere soffolte e pennelli per fermare l’erosione.
- Mobilità sostenibile: Una pista ciclopedonale arretrata rispetto all’arenile.
- Forestazione: Una fascia verde autoctona per separare la strada dalla spiaggia.
4. Costa di Levante (Sud-Est): L’Area Marina Protetta
Per la “baia senza nome” tra la Villa Comunale e la Penisola di Colonna (rinominata simbolicamente “Baia del Professore”), le associazioni propongono l’istituzione di un’Area Marina Protetta Regionale (AMPR). Il progetto prevede:
- Recupero della balneabilità sotto la Villa Comunale
- manutenzione ordinaria dei canaloni pluviali e realizzazione di vasche di contenimento delle prime acque meteoriche
- Trasformazione dell’ex ristorante “Colombo” in un centro di biologia marina.
- Posa di barriere sommerse contro le mareggiate e sculture sottomarine per il turismo subacqueo.
- Mitigazione dell’impatto visivo dei palazzi moderni, lungo via Chiarelli, tramite l’estensione del boschetto della Villa.
5. Una strategia provinciale: L’Area Marina della BAT
La visione si allarga infine all’intera provincia. L’obiettivo è unire le forze con gli altri comuni per creare un’unica Area Marina Protetta della BAT, che tuteli il prezioso posidonieto da Barletta a Bisceglie e protegga le zone di riserva integrale (Foce Ofanto, Falesie, Grotte di Ripalta), garantendo biodiversità e turismo di qualità.
Sintesi finale
Il documento del “Circolo Cignarelli” e partner non si limita a dire “no” al cemento, ma offre un piano industriale e ambientale alternativo. Una Trani che non svende la sua costa, ma la cura, la protegge e la trasforma in ricchezza duratura per le prossime generazioni.
