L’incontro TALKING HUB, tenutosi il 28 ottobre 2026 presso Hub Portanova a Trani in via Nigrò 18, è stato moderato da Luigi Di Gioia (CdA Coop Porta Nova), ed è stato pensato come un momento di confronto pratico, spirituale e organizzativo tra i promotori del nascente Cammino di San Nicola il Pellegrino (a Trani) e gli ideatori del già avviato Cammino di Guglielmo (itinerario tra Campania, Basilicata e Puglia che giunge a Barletta).
Sintesi degli interventi per relatore
1. Don Salvatore Sciannamea (Guida spirituale del Cammino di Guglielmo)
- La dimensione spirituale e antropologica: I cammini oggi intercettano una forte ricerca spirituale, soprattutto nei giovani, al di là della pratica religiosa formale. Si è scelto di chiamarlo Cammino di Guglielmo (e non San Guglielmo) per valorizzare la dimensione umana del giovane viandante, con i suoi limiti e la sua crescita terrena.
- L’impostazione simbolica “al contrario”: Tradizionalmente i pellegrinaggi muovono verso la tomba di un santo. Il Cammino di Guglielmo parte invece dal sepolcro del santo a Montevergine (in quota) e scende fino al mare di Barletta, presso la Basilica del Santo Sepolcro. È concepito come una meditazione sull’acqua che scende dalle montagne verso il mare, arricchendosi lungo il percorso.
- Il senso del cammino: Il percorso attraversa 4 parchi naturali (il contatto con il Creato) e tocca luoghi ricchi di santità che storicamente hanno generato benessere culturale ed economico. Don Salvatore contrappone la figura del semplice vagabondo a quella del pellegrino, colui che trasforma il viaggio interiore in speranza.
2. Angelo Verderosa (Architetto e coordinatore del Cammino di Guglielmo)
- Progettazione tecnica e numeri: Il tracciato misura 320 km suddivisi in 15 tappe (affrontabili a piedi o in bici), tarate su distanze quotidiane di 20–25 km che considerano dislivelli, fonti d’acqua e servizi essenziali. Attraversa 30 centri abitati dai Monti dell’Irpinia al mare Adriatico.
- Accoglienza e logistica: Un cammino vive di dettagli pratici (lavatrici per il bucato leggero, accoglienza serale, punti tappa dove rifocillarsi) e soprattutto di relazioni umane con le comunità locali. Ha citato come esempio due pellegrini ottantenni di Rovigo che hanno completato l’intero percorso in 15 giorni.
- Aspetti burocratici e finanziamenti:
- L’iscrizione agli Atlanti regionali dei cammini (Campania, Puglia e la recente legge della Basilicata) richiede rigore (censimento catastale, certificazione delle strutture con CIN/partita IVA).
- Il riconoscimento consente l’accesso a fondi pubblici (es. fondi regionali ricevuti per la segnaletica).
- Ha sottolineato l’importanza di vigilare sull’uso dei fondi pubblici: evitare spese inutili (es. illuminazione notturna superflua o asfalto) a favore di manutenzione dei sentieri, messa in sicurezza dei varchi stradali e potenziamento dei servizi di accoglienza.
- Il sogno oltremare: Ha mostrato una mappa storica del 1228 (trovata al Santo Sepolcro di Brindisi) che traccia la rotta via mare verso Gerusalemme via Grecia e Cipro, lanciando l’idea futura di estendere il pellegrinaggio via mare in Terra Santa.
3. Mario Marciano (Marketing e Comunicazione del Cammino di Guglielmo)
- Identità e strumenti professionali: Ha insistito sulla necessità di affidarsi a professionisti per logo, cartografia tecnica (in scala 1:80.000) e strumenti digitali (sito e app, indispensabili per aggiornare rapidamente strutture e tracce rispetto alla guida cartacea).
- Comunicare il “senso” e la resilienza: La comunicazione non deve limitarsi alla promozione visiva, ma trasmettere il senso profondo del viaggio. Ha ricordato l’episodio di Guglielmo bastonato a Oria che dovette rinunciare a Gerusalemme: “ogni intoppamento è giovamento”, trasformando un arresto forzato nella fondazione di abbazie e comunità.
- Microeconomia diffusa e destagionalizzazione: Il turismo lento distribuisce ricchezza in modo più democratico (B&B, botteghe, piccole attività) e allunga la stagione turistica per l’intero arco dell’anno.
- Il cammino come infrastruttura immateriale: Ha descritto il cammino come un’autostrada culturale aperta su cui innestare progetti terzi (come gli spettacoli teatrali itineranti finanziati in Basilicata sulla vita di Guglielmo).
4. Antonio Sasso (Presidente Circolo Mauro Cignarelli – Comitato Cammino San Nicola)
- Punti di contatto tra Guglielmo e Nicola: Entrambi giovani pellegrini dell’XI secolo che hanno affrontato lunghi viaggi verso le mete della fede. San Nicola il Pellegrino partì da Otranto e impiegò ben due anni per arrivare a Trani, vagando tra i borghi pugliesi in cerca di approdo e accoglienza.
- L’identità di Trani come porto accogliente: Il cammino tranese intende celebrare la vocazione all’ospitalità dello straniero e del forestiero. Storicamente l’accoglienza di Nicola e la successiva erezione della Cattedrale proiettarono Trani al centro delle rotte devozionali medievali verso Bari.
- Stato dell’arte del progetto tranese:
- La traccia tecnica delle tappe pugliesi è stata abbozzata grazie al contributo del camminatore ed esperto di nordic walking Antonello Matrella.
- La struttura di Porta Nova fungerà da infopoint e ostello per i camminatori.
- Il comitato promotore (composto da Circolo Cignarelli, Porta Nova, Tranensis, La Caravella, Pro Loco) lavora per formalizzarsi in APS e aprirsi alle decine di realtà associative cittadine per garantire continuità progettuale.
5. Don Mimmo De Toma (Rapporti con la Grecia)
- La tratta transnazionale greca: San Nicola è nato a Stiri (vicino a Distomo, nella Beozia), nei pressi del noto Monastero di San Luca il Giovane, per poi imbarcarsi a Lepanto verso l’Italia.
- Ponte ecumenico tra Oriente e Occidente: Nicola (cristiano d’Oriente giunto in terra latina) rappresenta una figura ponte tra la Chiesa ortodossa e quella cattolica.
- Relazioni istituzionali: Esistono contatti solidi con la comunità di Stiri (dove una piazza è dedicata al santo dal 2010); è stata inoltre anticipata la probabile e inedita partecipazione di un vescovo ortodosso alle future celebrazioni patronali di Trani, elemento di forte rilievo per la legittimazione transfrontaliera del cammino.
Conclusioni emerse
L’incontro ha sancito che la nascita di un cammino non è un’operazione turistica isolata né un fattore di concorrenza tra territori, ma un processo di rete. Per il nascente Cammino di San Nicola i fattori determinanti saranno:
- La cura minuziosa dell’accoglienza di base (ospitalità, tracciati sicuri e segnaletica).
- La formalizzazione della governance (costituzione in associazione e iscrizione ai registri regionali).
- La valorizzazione del duplice valore identitario: l’accoglienza del forestiero a Trani e il ponte ecumenico e culturale tra la Grecia e la Puglia.
